La Costola di Eva

Ricerca avanzata per la diagnosi precoce del tumore prostatico negli uomini con familiarità genetica BRCA1/2 coordinata dal Dott. Lazzeri.

Dott. Massimo Lazzeri

DOTT. MASSIMO LAZZERI

Coordinatore per lo sviluppo dei progetti di Ricerca clinica presso l’Unità Operativa di Urologia dell’IRCCS Humanitas Clinical and Research Hospital di Rozzano.

“ Questo è un progetto traslazionale tra generi: partendo dalla conoscenza che abbiamo del rischio genetico e della malattia della donna, possiamo trasferire maggiore consapevolezza agli uomini. ”

MUTAZIONI BRCA1/2 E RISCHIO PROSTATICO

Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione maschile dei Paesi occidentali. 

Tra i fattori di rischio riconosciuti, la predisposizione genetica riveste un ruolo rilevante: le mutazioni germinali nei geni BRCA1 e BRCA2, già note per il loro coinvolgimento nei tumori mammari e ovarici, sono associate negli uomini a un aumento significativo del rischio di carcinoma prostatico, spesso caratterizzato da maggiore aggressività e insorgenza in età più precoce. 

Nonostante queste evidenze, manca ancora un consenso internazionale su un protocollo di screening specificamente dedicato ai portatori di mutazioni BRCA. In questo contesto, lo sviluppo di strategie diagnostiche mirate per questa popolazione ad alto rischio rappresenta una priorità clinica e scientifica.

Analisi di un campione al microscopio

LA RICERCA DI FONDAZIONE HUMANITAS PER LA RICERCA

Il progetto propone uno studio prospettico e multicentrico dedicato agli uomini tra i 35 e i 69 anni appartenenti a famiglie in cui sia stata identificata una mutazione germinale nei geni BRCA1/2.

Il modello diagnostico integra il Prostate Health Index (PHI), biomarcatore con maggiore specificità diagnostica rispetto al PSA, con l’esplorazione rettale digitale (DRE) e una valutazione clinica periodica. In presenza di indicatori di rischio, il percorso prevede l’impiego della risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI), che consente di identificare eventuali aree sospette e di guidare biopsie mirate mediante tecnica di fusione MRI-ecografia assistita da software. Nei casi in cui non emergano indicazioni a ulteriori approfondimenti, è previsto un follow-up annuale.

L’obiettivo dello studio è migliorare la diagnosi precoce dei tumori prostatici clinicamente significativi nei soggetti a rischio genetico, riducendo esami invasivi non necessari e favorendo trattamenti più conservativi.

I dati raccolti contribuiranno alla definizione di un futuro e innovativo protocollo di screening dedicato ai portatori di mutazioni BRCA.

I RICERCATORI DEL PROGETTO

Dott. Massimo Lazzeri, coordinatore del progetto

Coordinatore del progetto

Data manager e membro del team di Ricerca clinica